RIPARTIAMO DA VILLA MALFITANO
Pubblicato da mafiacontropa su Novembre 26, 2009
Pubblicato su 1 | 3 Commenti »
COLPEVOLI DI SUPERATTIVISMO
Pubblicato da mafiacontropa su Ottobre 27, 2009
Per un paio d’anni, sull’onda delle iniziative proposte dall’Associazione MafiaContro, il numero dei presenzialisti dell’antimafia ha registrato un costante aumento. Come del resto accade da oltre vent’anni in questa nostra città in cui imperativo è apparire più che essere. Il successo, come sempre, ha molti padri. Non sono mancate manifestazioni grottesche in cui, dinanzi alle telecamere delle emittenti locali e nazionali, i soliti eroi del sesto giorno venivano quasi alle mani per essere immortalati dalla immagini TV. Pronti a sfoderare sorrisi di circostanza ed a rilasciare interviste arrampicandosi sui sentito dire.
Ovviamente gli stessi soggetti erano i primi a darsela a gambe non appena si spegnevano i riflettori, così come era proverbiale la loro indisponibilità nel momento in cui bisognava dare una mano per organizzare le manifestazioni.
L’apice lo si è raggiunto quando, in occasione di convegni pubblici, tutti indistintamente si fregiavano (pur non avendone titolo) di far parte del direttivo di MafiaContro. Mostravano un entusiasmo posticcio in quanto consapevoli che quella fosse la strada più breve per accreditarsi per ciò che non erano o che non sono mai stati.
I tempi, tuttavia, cambiano. Tutto ciò che non è utile va riposto nel cestino alla stregua dei fazzoletti di carta usati. Si è arrivati all’assurdo di assistere di recente ad un incontro cittadino in cui gli stessi personaggi, che prima facevano la fila per identificarsi nel movimento antimaia, si sono autoimposti un altro titolo. Sono diventati (chissà come e chissà quando) componenti del direttivo provinciale o regionale del Forum delle Libertà all’insegna di <<morto un papa se ne fa un altro>>.
Una testimonianza vivente dell’evoluzione della specie. Va dove ti porta il cuore, titolava un volume della Tamaro. Noi ci permettiamo di modificarlo leggermente in “va dove ti porta la convenienza”.
Non siamo dispiaciuti per tutto ciò. Siamo solo amareggiati. MafiaContro è l’associazione di cui è stata decretata di fatto la fine poiché ritenuta colpevole di superattivismo. Davvero troppo se rapportato all’immobilismo di chi non ha idee né inventiva.
Ci dicono che l’antimafia non rende più come una volta. Il ragionamento non ci convince in quanto frutto di un approccio essenzialmente utilitaristico di quella che dovrebbe essere una missione e non un mezzo.
Certo, si poteva discutere su eventuali nuove vie da seguire, attraverso finalità educative ed informative volte a collegare la conoscenza del passato per vigilare sul presente. Invece, anche questa eventualità, non è stata ritenuta degna di nota.
Ci permettiamo di dissentire. L’accusa di incorrere nel rischio di essere diventati monotematici non regge. Lo si era solo perché gli altri aderenti al Forum, con le loro associazioni, non erano e non sono in grado di organizzare un bel niente.
Pubblicato su 1 | Lascia un commento »
UN PO’ DI CHIAREZZA IN PIU’ NON GUASTEREBBE, SIGNOR PROCURATORE
Pubblicato da mafiacontropa su Ottobre 19, 2009
E’ certo che, da quando circolano le carte (più o meno attendibili) relative al cosiddetta papello, in parecchi hanno ritrovato la memoria e la voglia di parlare. Anche il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso sente il bisogno, dagli Stati Uniti, di esternare il suo pensiero. Fa sapere che “la trattativa” (leggasi patto scellerato) nel 1992 salvò la vita di molti politici. Non spiega in che modo e perché. Sarebbe il caso che trovasse il tempo per esplicitare meglio il suo pensiero dal momento che, per anni, ha lavorato alla procura di Palermo ricoprendo anche il ruolo di capo dell’ufficio inchieste. Saremmo interessati anche a conoscere il suo pensiero sulla frase pronunciata nel luglio scorso dal Ciancimino jr., lasciata cadere come se non avesse alcuna rilevanza in questa triste vicenda. Massimo Ciancimino ebbe a dire che “le carte” erano da molto tempo a disposizione dei magistrati palermitani aggiungendo che non furono valutate come avrebbero dovuto. Anzi il giovane figlio del sindaco/boss esattamente disse: “c’è del marcio in procura”. Chiunque sarebbe saltato dalla sedia. Non ci pare che si sia registrata altrettanta agitazione tra coloro che hanno condotto le indagini su quel patto scellerato tra Stato e Cosa Nostra. Aggiungiamo un altro particolare. Il Procuratore Aggiunto Roberto Scarpinato, che insieme al collega Ingroia ha ripreso in mano parte del procedimento sull’estate del ‘92, già due anni fa ebbe a dire (testualmente) “ci hanno scippato le indagini sulle stragi. Abbiamo chiesto l’aiuto del CSM che si è, invece, voltato dall’altra parte”. Premesso il Consiglio Superiore della Magistratura è composta da uomini con tanto di nome e cognome, è possibile sapere chi si è comportato da Ponzio Pilato?
Vorremmo anche capire la ragione per la quale solo nel 2008 qualcuno ha sentito il bisogno di sentire Massimo Ciancimino. Prima che altro avevano da fare gli inquirenti? E quando l’avvocato di Totò Riina dichiara che “il processo di Via D’Amelio è stata una farsa, visto che ci sono colpevoli fuori ed innocenti in carcere”, perché non si trova nessuno pronto a smentirlo sdegnosamente?
Ecco, non vorremmo che la partita che si sta giocando sia troppo delicata per qualcuno che non ricorda o che ha preferito dimenticare il recente passato. Sappiamo, invece, che in molti hanno lucrato sull’intera vicenda traendone benefici.
Allora, Procuratore Grasso, da lei ci aspettiamo chiarezza. Un uomo delle istituzioni del suo valore, una volta che ha deciso di parlare, ha il dovere di essere chiaro. Non certamente come quei magistrati o quei ministri che 17 anni non hanno trovato né la volontà né il tempo di recarsi in procura per dire quanto di loro conoscenza su quell’intreccio perverso di contiguità tra Cosa Nostra e Stato.
Pertanto rimaniamo in attesa, nella speranza di non rimanere delusi per l’ennesima volta.
Pubblicato su 1 | Lascia un commento »
L’IMPEGNO CONTINUA
Pubblicato da mafiacontropa su Settembre 29, 2009
Pubblicato su 1 | Lascia un commento »
FINISCE UN CICLO. GRAZIE A TUTTI
Pubblicato da mafiacontropa su Settembre 28, 2009
COMUNICATO STAMPA
28 settembre 2009
SI DIMETTE IL PORTAVOCE DI MAFIACONTRO
- Preso atto che Palermo è una città in cui il sentire mafioso ha contaminato ogni porzione del suo territorio e della sua anima
- verificato che è oramai impossibile professare un’antimafia che non sia quella di pura facciata che consente visibilità e che crea fortunate carriere politiche e professionali (vuote di contenuto)
- constatato che non è cambiato nulla nella politica locale che si conferma di basso profilo e che si è caratterizzata come lotta tra clan protesi a difendere privilegi e che puntano alla sola gestione dei miliardi di euro destinati (in teoria) alle infrastrutture
dopo attenta riflessione, e con un certo disagio per una sconfitta che non è personale, sono venuto alla determinazione che non ci sono più spazi per proseguire con serenità un impegno che si protrae da un trentennio.
Pertanto rassegno le mie irrevocabili dimissioni da portavoce dell’Associazione MafiaContro a cui auguro una migliore fortuna.
Renato Campisi
Pubblicato su 1 | Lascia un commento »
LA FARSA DELLA LOVE BOAT
Pubblicato da mafiacontropa su Settembre 24, 2009

La telenovela sulla “love boat” del Sindaco sta seguendo il suo corso. Niente di più e niente di meno da come ce lo si aspettava. A pagare il conto sarà chiamato il solo mozzo/precario. A poco od a nulla varranno anni di fedeltà dedicati al primo cittadino che, dovendo pensare a salvare il proprio fondo schiena, ha dato mandato ai suoi legali per mordere quello del suo ex sottoposto.
Certo, per molto meno, appena tre anni fa il sindaco di Messina è stato dimissionato solo perché aveva utilizzato la macchina di servizio per impegni non istituzionali. Ci chiediamo cos’altro dovrebbe fare il sindaco della capitale siciliana per imboccare la via d’uscita di Palazzo delle Aquile.
Solo che questa vicenda grottesca, che su Palermo sta catalizzando il ridicolo italico, rischia di trasformarsi in farsa. Verrebbe da domandarsi quale senso abbiano le dichiarazioni del direttore della Gesip e quella del sindaco che si tirano fuori dalla mischia. Solo adesso si sono accorti che lo skipper “socialmente utile” era da mesi assente ingiustificato dal lavoro. Sino al giorno prima lo avevano negato affermando che tutto era in regola. L‘operaio risultava presente nel cantiere a cui era stato assegnato e si recava a Marina di Villa Igiea solo nel pomeriggio od usufruendo di permessi autorizzati.
Se le amministrazioni di competenza riterranno di adottare dei provvedimenti disciplinari contro il lavoratore/mozzo, la logica vorrebbe che la stessa sorte la subissero quei dirigenti che non hanno denunciato prima questa anomalia. Dovrebbero saltare le teste di chi ha chiuso tutti e due gli occhi e di chi ha usufruito dei servizi “a bordo”.
E poi l’altro capitolo delle menzogne. Cammarata ha negato che la sua barca (o dei suoi figli) fosse disponibile al noleggio. Invece era stata affidata ad una società che l’aveva posta sul mercato per 1800 euro al giorno.
Certamente, i lealisti hanno ragione a difendere l’indifendibile specificando che esistono altre cose sulle quali varrebbe la pena indignarsi. Diciamo che hanno ragione. Tuttavia, per il momento, cominciamo da questo episodio. Poi penseremo a tutto il resto.
La questione non è quella di voler dare la croce addosso a qualcuno solo per antipatia o per credo politico. Cammarata è incapace a svolgere con serenità ed equilibrio il ruolo di sindaco. L’episodio della barca è semplicemente una ciliegina sulla torta. Proprio per questo rimaniamo convinti che Palermo meriti qualcosa di meglio. Pensiamo, dunque, alle prossime amministrative augurandoci che la classe politica locale abbia la forza e la capacità di esprimere in futuro uno spettacolo meno deprimente di quello sino ad ora propostoci.
Pubblicato su 1 | Lascia un commento »
I COLPEVOLI SONO SEMPRE GLI ULTIMI
Pubblicato da mafiacontropa su Settembre 23, 2009
Non poteva essere diversamente. La colpa è sempre degli ultimi. Il colpevole, come nei migliori gialli di un tempo, è il maggiordomo. Nel caso che ha coinvolto il primo cittadino Diego Cammarata registriamo una piccola variazione sul tema. Il maggiordomo ha lasciato il posto al mozzo.
Era lui che si assentava dal lavoro arbitrariamente. Era lui che tentava di noleggiare la barca del Sindaco solo per arrotondare lo stipendio. Era lui che millantava credito alle spalle di un uomo che tanto bene gli aveva voluto. E pensare che, in soli pochi anni di servizio, aveva potuto usufruire di due promozioni sul campo passando dalla prima alla quarta fascia. Un vero ingrato!
Era davvero impensabile ritenere che il Sindaco Cammarata, così attento agli sprechi dei soldi pubblici purchè inferiori ai 150 milioni di euro, potesse in qualche modo trarre profitto dal suo rapporto confidenziale con un suo sottoposto.
Tutto il resto sono solo falsità. La barca veniva custodita da quell’uomo infedele solo nei ritagli di tempo. Quel dipendente, tuttavia, era sempre presente nel posto di lavoro. Che pochi lo conoscessero alla GESIP non era una sua colpa.
Se, qualche volta, di mattina si trovava a bordo di “Molla 2”, lo faceva di sua iniziativa. Da abusivo. Per la verità, se il Sindaco ne fosse stato a conoscenza, non dubitiamo che lo avrebbe pesantemente redarguito perché queste cose non si fanno.
Ha fatto bene Cammarata a scaricare tutta la responsabilità sui figli che, per questo e per altro, gli saranno grati. Saranno loro a vedersela con la magistratura o, eventualmente, con la guardia di finanza per per discorso dell’affitto in nero. Che amore di padre.
Il primo cittadino ci ha pensato per dodici ore dopo il servizio mandato in onda da Striscia la Notizia. Poi ha affidato il suo messaggio ad un comunicato stampa: “La barca non è mia. E’ dei miei figli”. Ovvero, cercate altrove gli eventuali responsabili.
“Non ho mai consentito il noleggio della mia barca (pardon) della barca dei miei figli. Se quel signore lo ha fatto, io non ne sapevo nulla. Ora prenderò tutti i provvedimenti necessari affidando ai miei avvocati il mandato di tutelare i miei interessi. Anche contro il sedicente mozzo”.
Siamo talmente convinti che le cose siano andate esattamente così come descritte dal Sindaco, che non staremo più a domandarci chi e perché pensa continuamente di essere talmente intelligente da poter prendere per i fondelli il prossimo.
A costoro mandiamo solo un fraterno messaggio: Ma andate a c……re.
Pubblicato su LA CITTA' NON CAMBIA | Lascia un commento »
SINGOR SINDACO, SE AMA QUESTA CITTA’, RASSEGNI LE SUE DIMISSIONI
Pubblicato da mafiacontropa su Settembre 22, 2009

Non avevamo alcun dubbio sul fatto che la sindacatura di Diego Cammarata fosse giunta al capolinea da tempo. Sono trascorsi ben otto anni da quel 25 settembre 2001, giorno in cui per la prima volta si insediava a Palazzo delle Aquile portandosi dietro le speranze di una città desiderosa di cambiamento.
Se dovessimo chiedergli per quale azione amministrativa questo Sindaco intende passare alla storia, siamo certi che ci troveremmo dinanzi ad una domanda senza risposta. Non vogliamo infierire oltre.
Sappiamo che la qualità del suo ciclo amministrativo è stata condizionata da parametri che non hanno mai avuto un buon rapporto con l’efficienza. Scelte di basso profilo hanno imposto uomini di apparato che, salvo le dovute eccezioni, si sono confermati nelle vesti di personaggi in cerca d’autore.
Ora la botta finale. Il servizio mandato in onda da Striscia la Notizia il 21 settembre 2009 richiederebbe solamente un gesto di dignità: le dimissioni immediate.
Solo che la politica locale, in sintonia con quella nazionale, non è in grado di assicurare sobrietà nei comportamenti e gesti di assoluto rispetto verso i cittadini. Cammarata, da una parte, chiede sacrifici ai cittadini. Dall’altra contribuisce scientemente allo sperpero del denaro pubblico. L’utilizzo di personale Gesip (anche se si trattasse di una sola persona il giudizio non cambierebbe), pagato con i soldi pubblici per la gestione della sua “barca” privata, in se stesso sarebbe ben poca cosa se raffrontato con gli sperperi di una amministrazione che ha omesso il controllo sull’AMIA provocando un dissesto da 150 milioni di euro.
Tuttavia questo non significa che il vaso non sia oramai colmo. Cammarata deve dimettersi semplicemente per dimostrare di avere a cuore le sorti di Palermo. Una capitale che merita molto di più di quello che questa classe dirigente è in grado di offrire.
Pubblicato su 1 | Lascia un commento »
LETTERA APERTA A CHI NON INTENDE RASSEGNARSI
Pubblicato da mafiacontropa su Settembre 17, 2009
Difficile capire se questa città abbia davvero voglia di un salutare cambiamento. L’impressione che si ha è quella di una metropoli prevalentemente abitata da rivoluzionari da saloitto. Da gente che ama lamentarsi in privato ma che fa poco o nulla per cambiare le cose.
Probabilmente le cose stanno bene così. Altrimenti non si comprenderebbe come mai, dinanzi ad uno sfacelo totale della politica amministrativa che coinvolge comune, provincia e regione, si rimanga con le mani in mano. Senza sentire il bisogno di inviare un segnale concreto a chi ha ricevuto l’onere e l’onore di rappresentarci nelle assemblee parlamentari.
Non ci rendiamo conto che, mentre questi signori si accapigliano per trovare spazi per i loro amici e parenti, Palermo E la Sicilia muoino colpiti da una lenta agonia?
Non ci rendiamo conto che questi rappresenatnti pubblici, partoriti non attraverso la meritocrazia ma solo in ossequio all’appartenenza, fanno rimpiangere i vecchi notabili di un tempo ?
Con tutte le colpe che potevano avere “i gestori delle tessere” di un tempo, certamente non gli si poteva addebiare l’inconsistenza di cui è affetta la nuova classe dirigente.
Si tratta di una casta costituita, tranne rarissime eccezioni, da incapaci che hanno smarrito il senso della vergogna.
Decisiamo cosa fare. Certo, così come sono, le cose non possono andare per le lunghe. Sarebbe un disastro.
Bisogna risvegliarsi dal torpore e pretendere che la politica torni ad esprimere statisti e non faccendieri ed arraffatori.
E’ indispesnabile un salto culturale che, probailmente, allo stato attuale non possiamo permetterci.
Diteci la vostra. Vi aspettiamo.
Pubblicato su 1 | Lascia un commento »
LA VERITA’ SULLE STRAGI DEL ‘92/’93
Pubblicato da mafiacontropa su Settembre 15, 2009
Pubblicato su 1 | Lascia un commento »





